Lui & Lei
Non serve parlare
21.07.2025 |
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"Quando arrivai a casa sua, per fortuna schivando il temporale, aprii la porta e mi sorrise..."
Conobbi Serena su Annunci tre anni fa. Devo dire la verità, non fu un approccio tanto convincente, perché sebbene dopo pochi messaggi ci scambiammo il contatto Telegram, non c’era grande entusiasmo nel chattare. Fu così per diversi giorni, anzi settimane. Non ci scambiavamo messaggi tutti i giorni e non c’erano grandi tracce di passione. Serena si presentò come divorziata, con un figlio disabile a cui badare. Quando parlava avvertivo tutto il suo dolore, mi dava l’idea di essere una donna incazzatissima con la vita. Dalle poche foto che avevo potuto vedere aveva un bel fisico, ma non sapevo che viso avesse. A un certo punto della nostra conoscenza, scattò qualcosa: iniziammo a mandarci dei messaggi sempre più audaci, a confidarci fantasie erotiche. Non mancavano galanterie da parte mia, perché sono un romantico e mi piace dare attenzioni alle donne che frequento.
Un giorno ci risentimmo dopo 24 ore di assenza dalla chat per motivi personali di lei. “Mi sei mancato” mi disse in modo languido. Sinceramente era la prima volta che si lasciava andare a un messaggio dolce. Il più delle volte si parlava di sesso. Fu l’inizio di un’escalation. Alcuni giorni dopo, era un sabato mattina, mi scrisse: “sai, sono a casa da sola…”. Capii subito cosa stava cercando di dirmi: “hai voglia di fare sesso con me?”. Rispose di sì. Le dissi che avevo voglia anch’io, che mi sarei fatto una doccia e l’avrei raggiunta. Serena abitava vicino a Sesto al Reghena, a un’ora da casa mia. Per strada trovai nuvoloni neri, temevo di imbattermi in una tempesta, anche perché nel pordenonese, in estate, quando c’è un temporale viene giù il finimondo.
Serena nei suoi messaggi era molto diretta. Io anche. Le dicevo che la prima volta che ci saremmo visti avrebbe dovuto farsi trovare senza mutandine, un mio vezzo. Avrei controllato subito con mano, e che poi l’avrei baciata prima ancora di dirle “ciao”. Lei rispondeva sempre: “non serve parlare, non serve dire niente”.
Quando arrivai a casa sua, per fortuna schivando il temporale, aprii la porta e mi sorrise. Era una donna stupenda, un viso bellissimo e un corpicino perfetto. Aveva solo una gonnellina e una canottiera. Entrai, non riuscii a trattenere un “sei stupenda”, la presi per mano e la portai in cucina. Iniziammo subito a baciarci, le nostre lingue si intrecciavano, si cercavano. Ero eccitatissimo. La spinsi verso il lavello, continuammo a limonare per due minuti abbondanti. L’avrei scopata sul tavolo, glielo dissi. Lei però mi prese per mano e mi disse di andare a letto.
Arrivammo ai piedi del suo letto, mi inginocchiai, le sollevai la gonna e siccome non portava le mutandine come le avevo chiesto, iniziai a leccarle la figa depilata. Liscia, bellissima. Era tutta bagnata. Dopo un però mi spinse sul letto. “Ora stai zitto, voglio succhiartelo”. Iniziò a farmi uno dei pompini più belli che abbia mai ricevuto. Leccava sia le palle che l’asta, che poi faceva affondare in bocca. Aveva delle labbra spettacolari. Fu l’inizio di un’ora e mezza di sesso meraviglioso, scopammo in varie posizioni, per il godimento di entrambi.
Quando finimmo di amarci, andai a fare una doccia, e tornando in camera Serena mi disse. Sono le 13, ma io non ho voglia di farti da mangiare. Restammo a farci le coccole per un’altra mezz’ora, bastavano quelle a sfamarci.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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